Camera Italia è una mostra ideata e curata Giacinto di Pietrantonio per VISTAMARE. Con questa esposizione si tenta di tracciare una linea di sviluppo nell’arte italiana per evidenziare come nel nostro Paese vi sia da sempre connaturata l’idea di camera, stanza, luogo. Infatti, in nessuna altra nazione esiste una continuità di stanze fatte ad arte. Risalendo indietro possiamo partire dalle stanze affrescate a Pompei, per poi passare a quelle delle chiese di epoca bizantina, con i mosaici a Ravenna, e proseguire con i grandi cicli affreschi sia laici, il buon governo a Siena, sia religiosi quali quelli Giotto ad Assisi o Padova. Andando avanti per questa strada moltissimi sono gli esempi: pensiamo a Piero della Francesca, a Mantenga, a Raffaello, Pontormo, Carracci, Tiepolo e così via fino all’idea futurista di portare lo spettatore al centro dell’opera con gli ambienti creati da Balla. Qui abbiamo fatto solo qualche esempio, ma tanti se ne potrebbero aggiungere. Si può dire che l’arte in questo senso parla italiano. Infatti quando comincia a parlare straniero divenendo punto di riferimento, ad esempio in Francia, l’arte è scesa oramai dalle pareti, si è posata sul cavalletto, è uscita fuori, en plein air, apprestandosi ad entrare nel sistema moderno delle gallerie e dei musei, che si va formando con la trasformazione sociale in atto che vede l’avanzare della borghesia e della sua concezione economica-mercantile della società. Tuttavia ci saranno tentativi ulteriori di riconquistare l’idea della stanza, del luogo dell’arte al di fuori del sistema mercato, come dimostrano ad esempio alcuni ambienti di Fontana e come vuole sottolineare questa mostra che punta ad una specificità italiana divenuta internazionale. Questo concetto, oltre che dalle riproduzioni delle camere in mostra e da foto di repertorio pubblicate nel libro-catalogo, sarà sottolineato da scritti introduttivi di Laura Cherubini, Luigi Ficacci e del curatore stesso, da testi critici di Alessandro Rabottini sull’opera di ogni artista e da schede biografiche di Benedetta Spalletti, nonché da interviste agli artisti su un altro artista del passato da loro stessi scelto.

Per cui: Carla Accardi parla della “Scuola di Atene” di Raffaello nelle Stanze Vaticane, Mario Airò dei disegni del Pontormo per gli affreschi di San Lorenzo a Firenze, Vanessa Beecroft dell’ufficio del Presidente della Ferraia a Roma di Giò Ponti, Enzo Cucchi degli affreschi di Giotto ad Assisi, Alberto Garutti del Cenacolo di Leonardo a Milano, Alessandro Mendini degli ambienti di Giacomo Balla, Michelangelo Pistoletto del Giudizio Universale di Michelangelo in Vaticano, Daniele Puppi della Cappella Sistina di Michelangelo in Vaticano, Ettore Spalletti della Sala del Cambio di Perugino a Perugia.