L’associazione culturale Vistamare inaugura una mostra che corre sul tema della relazione.
Il desiderio è quello di far convivere, all’interno del medesimo spazio, due differenti linguaggi espressivi e formali , così che le stanze allestite precedentemente risultino ulteriormente costruite ed animate da una tensione costante dovuta all’incontro.
Sono stati gli stessi artisti presenti alla mostra Camera Italia, a scegliere chi far entrare nella propria stanza, con la libertà di portare all’interno del proprio spazio una nuova energia, da loro stessi voluta e partecipata.
Trait d’ union è il tema, da sempre presente nella storia dell’arte, della luce, intesa quale primario strumento di indagine e di scoperta. Per questo almeno uno dei due lavori presenti all’interno della stessa stanza sarà on/off, acceso/spento proprio come l’interruttore che illumina una stanza o il pulsante che oscura lo schermo.
L’arte genera energia, in questo caso sono gli artisti che, scegliendo di creare un altro polo di attrazione all’interno del proprio, costruiscono una relazione di trasmissione elettrica, e quindi di tensione formale ed espressiva.
Vengono in mente i due poli di una pila che dall’opposizione della rispettiva tensione elettrica sono in grado di generare energia.

STEFANO ARIENTI + VEDOVAMAZZEI: In questo caso si tratta di due nuovi artisti che possono convivere all’interno dello stesso spazio per la complementarità espressa dal loro lavoro.

MARTIN CREED + JOSEPH BEUYS: Martin Creed è stato scelto per realizzare un suo lavoro all’interno della stanza dedicata a Joseph Beuys per la medesima riflessione che anima le loro opere: il ruolo dell’arte e dell’artista attraverso epoche differenti.

CARLOS GARAICOA + MICHELANGELO PISTOLETTO: La precarietà della città immaginaria di Carlos Garaicoa si rifrange moltiplicandosi all’infinito all’interno degli specchi di Michelangelo Pistoletto.

FABIO PALMIERI + ALBERTO GARUTTI: si tratta in questo caso di due lavori che lavorano sulla luce, quella di Alberto Garutti segreta e riposta si trasforma in uno sfavillio accecante nel tentativo di Fabio Palmieri di riportare il sole della sua Napoli in un interno pescarese.